giovedì 14 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 2.

Dopo l'edizione, dei Pensieri di Marco Aurelio,del 1774(citata alla fine del post precedente),annoveriamo le seguenti:

1) J.M. Schultz,1802.

2) A. Korais, 1816.

3) C. Lofft, 1861, con lo pseudonimo C.L. Porcher, e cioè: C.(Capel), L.( Lofft), Stoico ( Porcher).

4) J. Stich,1902, prima edizione con apparato critico a piè pagina.

5)J.H. Leopold,1908.

6) H.Schenkl ,1913.

7) C.R. Haines, 1916.

8) A.I. Trannoy ,1925.

9) A.S.L. Farquharson, 1944, con ristampa nel 1968, la più curata edizione dei Pensieri di Marco Aurelio.

10) J. Dalfen, 1978.

11) G. Cortassa, 1984, per la UTET.
Il curatore afferma di non esser del tutto soddisfatto del suo lavoro. Forse,prosegue, è il destino di ogni editore dei Pensieri. L'imperatore scrivendo senza ordine logico e in stile  "IPOMNEMATICO" (aspro e spezzato) ha reso sfuggente il suo pensiero a filosofi e filologi ( anche, aggiungiamo, per lo stato poco felice dei manoscritti esistenti).

Ciao ambragiarox. Siamo pronti per il testo greco,con traduzione,di brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio.

MARCO AURELIO.Ouerou uos 1.

                                                                                             "     I           PENSIERI  "    

                                                                                           di  MARCO         AURELIO.


                                      Insegnamenti dell'imperatore Marco Aurelio ( per la cui biografia v. Wiki...), VALIDI SEMPRE.


                  Premessa.


Per essere informati e consapevoli  delle vicende e traversie, attraverso le quali è arrivato a noi il testo de " I Pensieri", grazie ai codici medioevali manoscritti(il manoscritto autentico di Marco Aurelio,nessuno lo conosce attualmente,come del resto i manoscritti originali di tutti i classici), occorre leggere le pagine 83,84,85 della edizione della UTET dell'Opera di Marco,che io ho trovato nella biblioteca Nelson Mandela di Villanova.

 In queste pagine  ,dopo la rassegna dei codici manoscritti del medio Evo,si fa cenno anche alle edizioni a stampa ( ricavate dai manoscritti) dell'opera,dal 500 ai giorni nostri.

Ecco le pagine in questione.


IL PROSSIMO POST PORTERÀ A TERMINE L'ELENCO DI EDIZIONI A STAMPA E CRITICHE DEI PENSIERI.(dal 1770 a tutto il 1900).


Seguiranno nei post successivi brani de I Pensieri con traduzione italiana e testo greco accanto.

mercoledì 6 gennaio 2016

MACHIAVELLI.Macula avelli 63 De Sanctis.

Ultimi brani tratti da "Storia della etc." di Francesco De Sanctis,su Machiavelli.

         Quando Machiavelli,stretto dal suo scopo,propone certi mezzi,non di rado si interrompe,protesta,ha quasi aria di chiederti scusa e dirti:- Guarda che siamo in tempi corrotti; e se i mezzi son questi e il mondo è fatto così, la colpa non è mia.-
Leggere i capitoli più crudi del Principe ( per es. Il 7, il 17 ,il 18 e altri).

Ciò che è morto di Machiavelli non è il sistema, è la sua esagerazione.
La sua " patria" mi rassomiglia troppo l'antica divinità, e assorbe in sé religione,moralità, individualità.
Il suo "Stato" non è contento di essere autonomo esso,ma toglie l'autonomia a tutto il rimanente.
Ci sono,in Machiavelli, i diritti dello Stato; mancano i diritti dell'uomo.

I mezzi sono relativi e si trasformano,sono la parte che muore: i fini rimangono eterni. " Dura lex,sed ita lex."

Certo oggi il mondo è migliorato...Certi mezzi non sarebbero più tollerati e produrrebbero un effetto opposto a quello che se ne attendeva Machiavelli: allontanerebbero dallo scopo.

L'assassinio politico,il tradimento,la frode,le sétte,le congiure  sono mezzi che tendono a scomparire.
Presentiamo già tempi più umani e civili,dove non sieno più possibili la guerra,il duello,le rivoluzioni,le reazioni,la ragion di Stato e la salute pubblica.

Sarà l'età dell'oro.

Le nazioni saranno confederate,e non ci sarà altra gara che d'industrie,di commerci e di studi....[ L'IRONIA DI DE SANCTIS QUI È MOLTO LEGGERA...MA SE PENSIAMO A COME SI È EVOLUTA LA STORIA,DALL'OTTOCENTO IN POI,SECONDO ME SIAMO ANCORA,SENZA IRONIA , AI TEMPI GRAMI DI MACHIAVELLI].

Il machiavellismo,in ciò che ha di assoluto e di sostanziale,è l'uomo considerato come un essere autonomo e bastante a se stesso,che ha nella sua natura i suoi fini e i suoi mezzi,le leggi del suo sviluppo,della sua grandezza e della sua decadenza,come uomo e come società. Su questa base sorgono la storia,la politica,e tutte le scienze sociali.

Gli inizi della scienza sono ritratti,discorsi,osservazioni di uomo che alla coltura classica unisca esperienza grande e un intelletto chiaro e libero. Questo è il machiavellismo,come scienza e come metodo. Quivi il pensiero moderno trova la sua base e il suo linguaggio.

Francesco Guicciardini,ancorché di pochi anni più giovane di Machiavelli e di Michelangiolo,già non sembra della stessa generazione.

Ha le stesse aspirazioni di Machiavelli.Odia i preti. Odia lo straniero. Vuole l'Italia unita. Vuole anche la libertà, concepita a modo suo,con una immagine di governo stretto e temperato,che si avvicina a' presenti organi costituzionali o misti. Ma sono semplici desideri,e non metterebbe un dito a realizzarli.

Si può credere che questi fossero i desideri anche delle classi colte. Ma erano amori platonici,senza influsso nella pratica della vita. Il ritratto di quella società è il Guicciardini,che scrive:" Conoscere non è mettere in atto".

Altro è il desiderare,altro è il fare. La teoria non è pratica.Pensa come vuoi,ma fa' come ti torna. La regola della vita è " l'interesse proprio"," il tuo particulare".

          .                    TRA QUESTI DUE OPPOSTI,CAPIRE E NON FARE,CAPIRE PER FARE,STA LA STORIA DELL'UOMO.

CIAO AMBRAGIAROX,SE CAPIAMO E NON FACCIAMO,CI TENIAMO L'EUROPA COSÌ, SE POTESSIMO FARE, LA MANDEREMMO IN FRANTUMI.

                Fine trattazione ,su Lemarancio, di Machiavelli.
La trattazione ha compreso i post da 1 a 63, sotto il titolo lemarancio macula avelli e i rispettivi numeri arabici.

martedì 5 gennaio 2016

MACHIAVELLI.Macula avelli 62 De Sanctis.

Altri brani tratti da " Storia della letteratura italiana" di Francesco De Sanctis,su Machiavelli.

Machiavelli autore del Principe e il machiavellismo.

Dalla concezione generale che Machiavelli ha del vero uomo, si capisce che ci è lezione per tutti:pe' buoni e pe' birbanti,e che lo stesso libro(Il Principe) sembra agli uni il codice dei tiranni ,agli altri il codice degli uomini liberi.

Ciò che vi si impara è di essere un uomo,come base di tutto il resto.
Vi s'impara che la storia,come la natura,NON E' REGOLATA DAL CASO,MA DA FORZE INTELLIGENTI E CALCOLABILI,fondate sulla concordanza dello scopo e de' mezzi; e che l'uomo,come essere collettivo o individuo,non è degno di questo nome se non sia anch'esso una forza intelligente, con coerenza di scopo e di mezzi.
Da questa base esce l'età virile del mondo,sottratta possibilmente all'influsso dell'immaginazione e delle passioni,con uno scopo chiaro e serio e con mezzi precisi.
Questo è il concetto fondamentale,l'obbiettivo del Machiavelli. Ma non è principio astratto e ozioso: ci è un contenuto.
La serietà della vita terrestre :
col suo istrumento ,il lavoro;
col suo obbiettivo,la patria;
col suo principio,l'eguaglianza e la libertà;
col suo vincolo morale,la nazione;
col suo fattore,lo spirito o il pensiero umano,immutabile ed immortale;
col suo organismo,lo Stato,autonomo e indipendente;
con la disciplina delle forze;
con l'equilibrio degli interessi....

Ecco ciò che vi è di assoluto e di permanente nel mondo di Machiavelli,a cui è di corona la gloria,cioè l'approvazione del genere umano,ed è di base la virtu' o il carattere:"agere et pati fortia".

Il fondamento scientifico di questo mondo è la COSA EFFETTUALE,come te la porge l'esperienza e l'osservazione. L'immaginazione,il sentimento,l'astrazione sono così perniciosi nella scienza come nella vita.

Muore la scolastica: nasce la scienza.

Scrittore ,Machiavelli,non solo profondo,ma simpatico.
Antipapale,antimperiale,antifeudale,civile, moderno,democratico.

Ciao ambragiarox.

Continua con l'ultimo post,tratto da "Storia della..etc" di F.De Sanctis.

lunedì 4 gennaio 2016

MACHIAVELLI.Macula avelli 61 De Sanctis

Altri brani tratti da "Storia della etc." di Francesco De Sanctis,su Machiavelli.

         ".....     Nella Mandragola,il soprannaturale,il meraviglioso,il caso sono detronizzati.
                    Succede il carattere.
                    Quello che Machiavelli è nella storia e nella politica,è ancora nell'arte.

Nel Cinquecento si distinsero due specie di commedie:  "d'intreccio" e " di carattere".

" Commedia d'intreccio" fu detta dove l'interesse nasce dagli avviluppi dell'azione,come erano tutte le commedie e novelle di quel tempo e anche le tragedie.Si cercava l'effetto nella stranezza e nella complicazione degli accidenti.

" Commedia di carattere" fu detta dove l'azione è mezzo a mettere in mostra un carattere.
E (entrambe)sono definizioni viziose.

Hai da una parte commedie sbardellate per troppo cumulo di intrighi,dall'altra commedie scarne per troppa povertà d'azione.

MACHIAVELLI RIUNISCE LE DUE QUALITÀ.

La sua commedia è una vera e propria azione,vivacissima di movimenti e di situazioni,animata da forze interiori,che ci stanno come forze o istrumenti e non come fini  o risultati. Il carattere è messo in vista vivo,come forza operante,non come qualità astratta.Ciò che di più profondo ha il pensiero esce fuori sotto le forme più allegre e più corpulente,fino della più volgare e cinica buffoneria,com'è il " don Cuccu'", e " la palla di  aloe'". Ci è lì tutto Machiavelli,l'uomo che giocava all'osteria e l'uomo che meditava allo scrittoio.....

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Di ogni scrittore muore una parte.
E anche del Machiavelli una parte è morta: quella per la quale è venuto a trista celebrità. E' la sua parte più grossolana,è la sua scoria quella che ordinariamente è tenuta parte sua vitale,così vitale che è stata detta " machiavellismo".
Anche oggi,quando uno straniero vuol dire un complimento all'Italia,la chiama " patria di Dante e di Savonarola", e tace di Machiavelli. Noi stessi non  osiamo chiamarci " figli di Machiavelli '. Tra il grande uomo e noi ci è il machiavellismo.

Del Machiavelli è avvenuto quello che del Petrarca.
Si è chiamato  " petrarchismo" quello che in lui è un incidente ed è il tutto nei suoi imitatori. E si è chiamato " machiavellismo" quello che nella sua dottrina è accessorio e relativo,e si è dimenticato quello che vi è di assoluto e di permanente. Così è nato un Machiavelli di convenzione,veduto da un lato solo e dal lato meno interessante .

E' tempo di reintegrare la sua immagine vera.

Ci è nel Machiavelli una logica formale e c'è un contenuto.
La sua logica ha per base la serietà dello scopo,ciò che egli chiama "virtù". Proporti  uno scopo quando non puoi o non vuoi conseguirlo è da femmina [ BRRR...] .
" Essere uomo" significa " marciare allo scopo".
Ma nella loro marcia gli uomini errano spesso,perché hanno l'intelletto e la volontà intorbiditi da fantasmi e da sentimenti,e giudicano secondo le apparenze. Sono spiriti fiacchi e deboli quelli che stimano le cose come le paiono e non come le sono,a quel modo che fa la plebe. Cacciar via dunque tutte le vane apparenze e andare allo scopo con lucidità di mente e fermezza di volontà, questo è essere un uomo,aver la stoffa d'uomo. Quest'uomo può essere un tiranno o un cittadino,un uomo buono o uno tristo. Ciò e fuor dell'argomento,è un altro aspetto dell'uomo. Ciò a che guarda Machiavelli è di vedere se è un uomo; ciò a che mira è rifare le radici alla pianta " uomo", in declinazione. In questa sua logica la virtu' è il carattere,la tempra,e il vizio è l'incoerenza,la paura,l'oscillazione.

Ciao Ambragiarox.

Continua con altri due post incentrati su brani di "Storia della Letteratura Italiana" di F. De Sanctis.

domenica 3 gennaio 2016

MACHIAVELLI.Macula avelli 60 De Sanctis.

Altri brani tratti dalla "Storia della etc." di Francesco De Sanctis,su Machiavelli.

            Nello svolgimento dell'azione della Mandragola,il difficile non era gabbare Nicia,ma persuader Lucrezia.
L'azione,così comica per rispetto a Nicia, qui si illumina di una luce fosca e ti rivela inesplorate profondità. Gl' istrumenti adoperati a  vincer Lucrezia sono il confessore e la madre,la venalità dell'uno,l'ignoranza superstiziosa dell'altra.
E Machiavelli,non che voglia palliare,qui è terribilmente ignudo: scopre senza pietà quel putridume.
Sostrata,la madre,in poche pennellate è  mirabilmente dipinta. E' una brava donna,ma di poco criterio,e avezza a pensare col cervello del suo confessore.Alle ragioni della figliuola risponde:- " Io non ti so dir tante cose,figliola mia. Tu parlerài al frate,vedrai quello che ti dirà, e farai quello che tu dipoi sarai consigliata da lui, da noi e da chi ti vuol bene"-. E non si parte mai di là: è la sua idea fissa,la sua sola idea:-" Io t'ho detto e ridicoti che,se fra Timoteo ti dice che non ci sia carico di coscienza,che tu lo faccia senza pensarvi"- Il confessore sa perfettamente che madre è questa. -"... E'...una bestia - dice- e sarammi un grande aiuto a condurla ( Lucrezia) alle mie voglie."

Il carattere più interessante è fra Timoteo. Fa bottega della chiesa,della Madonna,del Purgatorio. Ma gli uomini non ci credono più e la bottega rende poco.E lui aguzza l'ingegno. Se la prende co' frati,che non sanno mantenere la reputazione all'immagine miracolosa della Madonna.

Conosce bene i suoi polli:

Le più caritative persone che sieno son le donne,e le più fastidiose.Chi le scaccia,fugge i fastidi e l'utile; chi le intrattiene,ha l'utile e i fastidi insieme.Ed è il vero che non è il mele senza le mosche.

Biascica paternostri e avemarie,e usa i modi e il linguaggio del mestiere con la facilità indifferente e meccanica dell'abitudine. A Ligurio,che,promettendo larga limosina,lo richiede che procuri un aborto,risponde:-" Sia col nome di Dio,facciasi ciò che volete,e per Dio e per carità sia fatta ogni cosa.. Datemi...cotesti denari,da poter cominciare a far qualche bene"-.

Parla spesso solo e si fa il suo esame,e si dà l'assoluzione,sempre che gliene venga utile.

Questo è l'uomo a cui la madre conduce la figliola.

Queste cose movevano indignazione in Germania e provocavano la riforma.In Italia facevano ridere. E il primo a ridere era il Papa. Quando un male diviene così sparso dappertutto e così ordinario che se ne ride,è cancrena e non ha rimedio.

La Mandragola è la base di tutta una nuova letteratura.E' un mondo mobile e vivace,che ha varietà, sveltezza,curiosità come un mondo governato dal caso. Ma sotto queste apparenze frivole si nascondono le più profonde combinazioni della vita interiore.
Ciao ambragiarox.

Continua con altri brani su Machiavelli,tratti da "Storia della Letteratura italiana" di F.De Sanctis.

MACHIAVELLI .Macula avelli 59 De Sanctis.

Altri brani tratti da " Storia della etc." di Francesco De Sanctis,su Machiavelli.

        ".......   Da questo profondo ed originale talento di osservazione,da questo spirito ironico uscì la Mandragola: l'alto riso nel quale finirono le sue illusioni e i suoi disinganni.

Machiavelli concepisce la commedia come ha concepito la storia.

Il suo mondo comico è un gioco di forze,dotate ciascuna di qualità proprie,che debbono condurre inevitabilmente al tale risultato.
L'interesse perciò è tutto nei caratteri e nel loro sviluppo.
Il protagonista è il solito marito sciocco. Il suo Calandrino o Calandro è il dottor Nicia,uomo istrutto e che sa di latino,gabbato facilmente da uomini,che hanno minor dottrina di lui ma più pratica del mondo.
Ci è già qui un concetto assai più profondo che non è in Calandro: si sente il gran pensatore.[ La Calandra,cui si accenna era una commedia di intreccio,scritta a più mani, e attribuita come autore unico al Cardinal di Bibbiena; alla realizzazione in scena prese parte anche il Castiglione; fu rappresentata in pompa magna a Roma e Urbino,aveva intermezzi musicali e scenografici,e si ispirava a vicende ritratte in Plauto e Boccaccio].

Come Machiavelli ha potuto esercitare il suo ingegno a scriver commedie?

               Scusatelo con questo: che si ingegna
               Con questi van pensieri
               Fare il suo tristo tempo più soave,
               Perché altrove non ave
               Dove voltare il viso;
               Ché gli è stato interciso
                Mostrar con altre imprese altre virtue,
                Non sendo premio alle fatiche sue.

Cattivi versi ma strazianti.

Il suo riso è frutto di malinconia. Mentre Carlo VIII correva l'Italia, Pietro de' Medici e Federigo d'Aragona si scrivevano i loro intrighi d'amore; il cardinale da Bibbiena(" assassinato d'amore") e il Bembo esalavano in lettere i loro sospiri,e l'uno scrivea gli Asolani e l'altro la Calandra; e Machiavelli parlava al deserto,ammonendo,consigliando; e non udito e non curato,fece come gli altri: scrisse commedie,ed ebbe l'onore di far ridere molto il papa e i cardinali.

L'interesse è tutto intorno al dottor Nicia,il marito sciocco,sì sciocco che diviene istrumento inconsapevole dell'innamorato e lo conduce lui stesso al letto nuziale.
L'autore,molto sobrio intorno alle figure accessorie,concentra il suo spirito comico attorno a costui e lo situa ne' modi più acconci a metterlo in lume. La sua semplicità è accompagnata con tanta presunzione di saviezza e con tanta sicurezza di condotta,che l'effetto comico se ne accresce. E Ligurio non solo lo gabba,ma ci si spassa,e gli tiene sempre la candela sul viso per farlo ben vedere agli spettatori.
Nelle ultime scene ci è una forza e originalità comica che ha pochi riscontri nel teatro antico e moderno.

Ciao ambragiarox.

Continua con altri brani tratti da "Storia della  Letteratura Italiana" di Francesco De Sanctis.