giovedì 18 febbraio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 34.

Considerazioni finali dopo la lettura di brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio imperatore- filosofo.

I cristiani e Marco Aurelio.

            Il fatto che proprio il regno dell'imperatore filosofo - che predicava nei Pensieri l'indulgenza e la mitezza nei confronti di chi sbaglia e proclamava solennemente la fratellanza di tutti gli uomini nella comune partecipazione alla ragione universale- abbia visto lo scatenarsi di violente persecuzioni dopo un periodo di relativa pace,pone domande dalla non facile risposta.
Vi è stato anche qualche studioso che ha tentato di scagionare l'imperatore,sostenendo che le persecuzioni si sarebbero scatenate indipendentemente dalla sua volontà ( Keresztes ).
Ma sostenere in toto questa tesi sembra abbastanza non corrispondente alla realtà che deriva dai fatti a nostra conoscenza.

Infatti un primo gruppo di martiri,il più famoso dei quali fu l'apologeta Giustino,è collocabile,in base alle fonti, fra il 163 e il 167. 

Più precisamente si dovrebbe pensare al 167 se si accetta l'ipotesi di Marta Sordi,secondo la quale questi martiri sarebbero da mettere in relazione con le cerimonie religiose ordinate da Marco Aurelio e Lucio Vero nel 167, sotto la spinta di tragici eventi che colpirono simultaneamente l'impero: la peste portata in occidente dalle truppe di Lucio Vero, reduci dalla spedizione partica,la carestia e l'attacco contro Aquileia e Opitergium.(come testimoniano P.Orosio,l'Historia Augusta e Giulio Capitolino).

Il rifiuto dei cristiani di associarsi a queste cerimonie sarebbe stato l'occasione per il risveglio dell'odio popolare,delle accuse di ateismo,delle denunce anticristiane e,poi, dei processi e delle condanne contro di loro.  


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Ciao ambragiarox.


martedì 16 febbraio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 33.

Considerazioni finali su Marco Aurelio Imperatore- filosofo.(continuazione del post precedente).


Marco ironizza su se stesso,come dominatore dei Sarmati ,che ,in quanto uomini  cittadini del Cosmo,non andrebbero aggrediti; eppure egli deve accettare la realtà e il proprio ruolo,perché i Sarmati,da parte non del filosofo ma dell'imperatore che serve la sua patria,vanno combattuti,magari con disgusto e ripugnanza,ma vanno combattuti.
La vita è una guerra,la vita è più simile a una lotta che a una danza,ogni giorno si scontra con una realtà refrattaria o addirittura ostile.
Gli ideali possono essere ben vivi,ma la realtà può respingerli o,per lo meno, ridimensionarli.
Significativa è l'insistenza con la quale Marco ribadisce il concetto stoico che ogni azione va concepita e intrapresa con riserva perché può sopraggiungere un ostacolo esterno insormontabile.
Si può ben dire che del senso dell'OSTACOLO, del limite,del confronto duro e crudele con la realtà siano impregnati i suoi Pensieri.

L'ostacolo è fuori di noi,ma è anche in noi stessi. Marco Aurelio mostra di avere forte il senso della debolezza umana. Assiduamente e strenuamente impegnato a migliorare se stesso seguendo i principii della ragione e della filosofia, sa bene che deve accontentarsi,che la perfezione è pressoché irraggiungibile per un uomo:" Non lasciarti prendere dal disgusto,dall'abbattimento o dallo scoramento se non sempre riesci a compiere ogni azione secondo i retti principii,ma,se hai fallito in qualche cosa, ricomincia da capo e ritieniti soddisfatto se le tue azioni sono per la maggior parte degne di un uomo".(Pensieri,V,9).

Anche un imperatore è un uomo,debole come tutti gli altri,anzi,per certi aspetti, sottoposto a tentazioni più di ogni altro:" Bada di non cesarizzarti,di non immergerti nella porpora,perché di solito avviene così".(Pensieri,VI,30).

"Perché di solito avviene così...".

Certo,se confrontiamo il pensiero con l'azione,la delusione può essere grande,ed anche pienamente legittima; ma l'imperatore non ci ha forse avvertiti,non ci ha forse riferito più di una volta,sia pure con discrezione e quasi con pudore,che la realtà è quella che è, e che non dobbiamo aspettarci mai nulla di ideale in essa?

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Ciao ambragiarox.

MARCO AURELIO.Ouerou uos 32.

Dopo i brani tratti dai Pensieri,le considerazioni finali  sulla figura di un imperatore- filosofo.   Si puo' dire che per Marco Aurelio l'operare politico di un filosofo come lui,dovette essere fatto di molti compromessi.

 Egli non dovette cedere all'utopia. Il filosofo aveva i suoi principii,ma l'imperatore i suoi obblighi e capiva che i principii filosofici,se applicati a prescindere dalla realta' contingente, potevano nuocere allo Stato." Mia citta' e mia patria in quanto Antonino,e' Roma; in quanto uomo e' il Cosmo. Bene e' dunque ,per me, soltanto quello che giova a queste citta'".( Pensieri,VI,44).


Forse Marco Aurelio vuol dire che da un lato vi e' l'uomo che,in quanto cittadino di quella grande patria che e' il Cosmo divino e perfetto,ha il dovere di inserirsi in essa nel modo migliore,secondo i principii della Ragione e della Filosofia, dall'altra vi e' l'imperatore,che ha dei precisi doveri nei confronti di un'altra patria.E se le esigenze di queste due patrie sono contrastanti?  Non senza profondi intimi dissidi Marco cerco' di servire queste due patrie:   " Un ragno e' fiero quando ha preso una mosca,un uomo quando ha preso un leprotto,un altro quando ha preso pesci nella rete,un altro quando ha preso dei piccoli cinghiali,un altro quando ha preso degli orsetti,un altro quando ha preso dei Sarmati. E costoro non sono tutti dei briganti,se analizzi i loro principii?".( Pensieri X,10).


Il pensiero di Marco,come spesso, e' affidato alle immagini,che ne precisano i contorni: si capisce bene che l'imperatore che paragona le proprie imprese militari alla caccia di un ragno,che cerca di intrappolare una mosca, ironizza tremendamente su se stesso,ma allo stesso tempo mostra i compromessi ineludibili tra il filosofo che ama tutti gli uomini e l'imperatore che li deve governare.


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Ciao ambragiarox.

domenica 14 febbraio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 31.

Frammenti tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro XII,  pensieri 16,17,18,19,20,21,22.

 Testo greco,note e traduzione.



16.  Quando uno ti dà l'impressione di aver commesso uno sbaglio,domandati:" Che ne so io se questo è veramente uno sbaglio?". E se davvero è uno sbaglio,pensa che si è già condannato da solo,e questa sua azione è simile a quella di chi si lacera il volto con le proprie mani.
Ricorda che chi pretende che il malvagio non commetta sbagli è simile a chi pretende che l'albero del fico non produca anche lattice nei suoi frutti,che i neonati non vagiscano,che il cavallo non nitrisca,che non succedano tutte le altre cose ugualmente inevitabili. Che cosa può fare,infatti ,con una disposizione d'animo come la sua? Se dunque sei irritato,cerca di curare quella sua predisposizione alla malvagità.

17-18.  Se non è conveniente,non farlo; se non è vero,non dirlo. I tuoi impulsi siano infatti diretti a considerare sempre compiutamente che cos'è in se stesso quell'oggetto che provoca in te la rappresentazione, e a spiegartelo dividendolo nella causa,nella materia,nel fine a cui tende,nel tempo entro il quale dovrà cessare di esistere.

19.  Renditi conto una buona volta che hai in te stesso qualche cosa di migliore e più divino di ciò che provoca le passioni e che,in una parola,ti tira qua e là come una marionetta. Che cos'è ora la mia mente? Paura, forse? O sospetto? O brama? O qualcos'altro di simile?

20.  Prima di tutto non bisogna fare nulla a caso né senza un fine. In secondo luogo non bisogna rivolgere le proprie azioni ad altro scopo che al bene della comunità.

21.  Ricorda che tra non molto non sarai più nessuno,da nessuna parte, e non esistera'  più nessuna delle cose che vedi ora e nessuno di coloro che vivono ora. Tutti quanti gli esseri,infatti, per natura devono mutare,trasformarsi e corrompersi,perché altri possano subentrare ad essi.

22.  Ricorda che tutto è opinione e che l'opinione dipende da te. Sopprimi dunque l'opinione quando vuoi e,come il navigante che ha doppiato il promontorio,verrai a trovarti nella bonaccia,in un mare assolutamente calmo e in un golfo al riparo dai marosi.



Ciao ambragiarox.


MARCO AURELIO.Ouerou uos 30.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro XII, pensieri 32,33,34,35,36. 

Testo greco,note e traduzione.


32. Quale particella dell'abisso infinito del tempo è stata assegnata a ciascuno? Ben presto scompare nell'eternità.
Quale particella della sostanza universale ? Quale particella dell'anima universale? Su quale piccola zolla della terra intera tu ti trascini? Facendo tutte queste riflessioni,non dare importanza ad alcuna cosa all'infuori dell'agire sotto la guida della tua natura e del sopportare tutto ciò che ti arreca la natura universale.

33. Che uso fa di se stesso il nostro principio- guida? Tutto sta qui.Il resto,sia o no soggetto alla tua libera scelta,è cadavere e fumo.

34.  Ciò che maggiormente induce a disprezzare la morte è il fatto che la disprezzano anche coloro che stimano il piacere un bene e il dolore un male.

35.  Colui per il quale è un bene soltanto ciò che avviene a tempo opportuno,per il quale è la stessa cosa compiere un numero maggiore o minore di atti conformi alla retta ragione,al quale non importa contemplare il cosmo per più o meno tempo,costui non può lasciarsi spaventare neppure dalla morte.

36.  O uomo,sei stato cittadino di questa grande città: che t'importa se per cinque anni o per cinquanta? Ciò che è conforme alle leggi è infatti equo per tutti. Che cosa c'è dunque di terribile se dalla città ti fa uscire non un tiranno o un giudice ingiusto,ma la natura stessa che ti ci ha introdotto? E' come se un attore fosse congedato dallo stesso pretore che l'ha assunto. -Ma non ho recitato i cinque atti; ne ho recitati solo tre.  -Hai ragione; ma nella vita i tre atti costituiscono il dramma intero. Chi stabilisce quando il dramma è compiuto è colui che allora è stato autore della tua composizione ed ora lo è della tua dissoluzione,mentre invece tu non sei autore né dell'una né dell'altra. Vattene dunque sereno,perché anche colui che ti congeda è sereno.
Ciao ambragiarox.

venerdì 12 febbraio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 29.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro XI, pensieri 11,12,13,14.

 Testo greco,note e traduzione.




11.   Le cose per le quali ti turbi cercando di ottenerle o di evitarle non muovono verso di te,ma in un certo qual modo sei tu che vai incontro ad esse: giudicale dunque con calma,ed esse rimarranno tranquille e non ti si vedrà più né cercare di ottenerle,né cercare di evitarle.


12. La sfera dell'anima mantiene sempre la forma che le è propria quando né si protende verso qualcosa,né si ritrae in se stessa,né si disperde,né si affloscia,ma brilla di quella luce con la quale vede la verità, quella che è nell'universo e quella che è dentro di lei.


13.  Qualcuno mi disprezzera'? Se la vedrà lui. Io, per parte mia,vedrò di fare in modo che non mi si sorprenda a fare o a dire qualcosa che meriti disprezzo. Mi odierà? Se la vedrà lui. Io,per parte mia, sarò ben disposto e benevolo con tutti, e a costui in particolare sarò  pronto a mostrare il suo errore,non già in modo offensivo,né per mostrare la mia capacita' di sopportarlo,ma con schiettezza e bontà, come faceva il celebre Focione,a meno che non fingesse.
Tali sono infatti i sentimenti che dobbiamo nutrire nel nostro cuore,e gli dei devono vedere un uomo che di nulla si sdegna e di nulla si mostra insofferente. Quale male potresti infatti soffrire se ora fai ciò che è conforme alla tua natura, e accetti ciò che ora è opportuno per la natura universale,da uomo tutto teso a far sì che si realizzi in qualunque modo ciò che è utile alla comunità?


14. Mentre si disprezzano l'un l'altro,intanto si adulano,e mentre cercano di superarsi l'un l'altro,si cedono il passo.



Ciao ambragiarox.

giovedì 11 febbraio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 28.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro X, pensieri 36(continuazione),37,38.

Testo greco con note e traduzione.



36 (continuazione del paragrafo,iniziato in Ouerou 27):

   (non nutrendo sentimenti meno benevoli nei loro confronti,ma, piuttosto,vattene) conservando il tuo carattere abituale,rimanendo amico,benevolo e cordiale verso di loro; e non andartene neppure come strappato via a forza,ma,allo stesso modo che, in chi fa una bella morte, l'anima si separa dal corpo con serenità; così dev'essere anche la tua separazione da costoro,perché la natura ti ha unito e ti ha mescolato anche con costoro. Ora invece, essa te ne separa:.." mi separo da essi come da familiari,non con animo restio,bensì senza opporre resistenza,perché anche questa è una delle cose che sono secondo natura...".


37.    Abituati,per quanto è possibile,a chiederti in cuor tuo ogni volta che vedi compiere un'azione a qualcuno:" Per quale scopo quest'uomo compie quest'azione?" Comincia da te stesso ed esamina prima di tutto te stesso.


38.  Ricordati che ciò che tira i fili è quella forza che è nascosta dentro di noi: quella,infatti, è la via da seguire,quella è la vita,quella,se così si può dire è l'uomo. Non preoccuparti mai di pensare anche all'involucro che ci circonda e a questi fragili organi che si sono formati attorno a noi,perché essi sono simili a un'ascia,con la sola differenza che per natura sono uniti a noi. Perché, invero, da queste nostre povere membra,senza la causa che le fa muovere o le trattiene,non può venire un'utilità maggiore di quella che viene dalla spola alla tessitrice,dalla penna allo scrittore,dalla frusta al cocchiere.



Ciao ambragiarox.