sabato 23 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 11.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro IV,  6,7,8,9,10,11,12,13.

 TESTO GRECO E TRADUZIONE.



6. E' naturale e inevitabile che certi individui agiscano in  un certo modo,e chi non vuole che sia così vuole che il fico non abbia lattice. 

Insomma,ricordati di questo: entro brevissimo tempo sia tu ,sia costui, o costoro sarete morti,e fra poco di voi non rimarrà neppure il nome.


7. Sopprimi l'opinione,e resta soppresso anche il pensiero " ho subito un danno"; sopprimi il pensiero " ho subito un danno", e resta soppresso anche il danno. 

[ La lettera del testo greco è questa : Sopprimi l'opinione ed è stato soppresso il "sono stato danneggiato"; sopprimi il "sono stato danneggiato",è stato soppresso il danno.]


8. Ciò che non rende l'uomo peggiore di quello che è, non rende peggiore neppure la sua vita e non lo danneggia né all'esterno né all'interno.


9. La natura dell'utile deve necessariamente produrre l'utile.


10. Ricorda che tutto ciò che accade è giusto che accada: scoprirai questa verità se rifletterai attentamente. Non voglio dire soltanto che tutto avviene con una successione ordinata di eventi,ma anche secondo giustizia e come per opera di qualcuno che distribuisce a ciascuno ciò che gli spetta, secondo il suo merito. 

Continua dunque a riflettere come hai cominciato a fare,e, qualunque cosa tu faccia,falla con questa intenzione,di essere un uomo virtuoso,secondo quello che è il concetto proprio di uomo virtuoso. Attieniti a questi principi in ogni tua attività.


11.  Non giudicare le cose come le giudica,o vuole che tu le giudichi,il prepotente,ma osservale come sono veramente.


12. Devi avere sempre presenti queste due regole di condotta:  in primo luogo devi essere pronto a fare solo ciò che ti suggeriscono i principi dell'arte di essere re e legislatore per l'utilità degli uomini; in secondo luogo a mutare parere se ti assiste qualcuno capace di correggerti facendoti abbandonare una certa opinione.

 Questo mutamento deve però avvenire sempre per qualche motivo plausibile,come per la giustizia e la pubblica utilità, e solo di questo genere deve essere ciò che preferisci,non ciò che è apparso piacevole o tale da procurarti gloria.


13. - Possiedi la ragione?-   -Sì.-  - Perché allora non l'adoperi?-  Infatti se essa fa quel che deve,che vuoi di più?


Note.

In 7 e in 12 son stati tradotti con " opinione" due diversi termini greci, upolepsin e oieseos. Servirebbe un approfondimento semantico- lessicale.

In 13 to eautou è complemento oggetto di poiuntos....bello il greco.

giovedì 21 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 10.

Brani dai Pensieri di Marco Aurelio,libro IV, 4,5.

 Testo greco e traduzione con note.


4. Se l'intelligenza è comune a noi tutti,è comune anche la ragione,per la quale siamo esseri razionali; se è così, anche la ragione che dispone ciò che si deve e non si deve fare è comune; quindi anche la legge umana è comune; quindi siamo concittadini; quindi siamo membri di un'unica organizzazione politica umana generale; quindi il cosmo è come una città.

 Di quale altra organizzazione politica comune si potrà infatti dire che faccia parte tutto il genere umano ? Proprio di lì, da questa comune città, derivano la nostra stessa intelligenza,la nostra ragione e la nostra legge; altrimenti, da dove potrebbero mai derivare?

 Infatti,allo stesso modo che le parti di terra che vi sono in me mi sono state assegnate prelevandole da qualche terra,le parti umide da un altro elemento,il soffio vitale da qualche sorgente,il calore e il fuoco da una sorgente loro propria, (1) [ infatti nulla viene dal nulla,come nulla ritorna al nulla (2), ]così anche l'intelligenza viene da qualche parte.



5. La morte è tale e quale la nascita,un mistero della natura: aggregazione degli stessi elementi negli stessi elementi. 

Ad ogni modo,non è nulla di cui ci si dovrebbe vergognare,perché non è cosa che non sia conforme alla natura di un essere razionale né all'essenza della sua costituzione.



Note alla traduzione.

1. Terra,aria, acqua e fuoco sono i quattro elementi costitutivi del cosmo per gli Stoici. I primi due sono elementi passivi,gli altri sono elementi attivi,che danno forma e figura a tutti gli esseri. Il logos universale, il principio informatore,ovunque diffuso,è essenzialmente fuoco,ma il fuoco allo stato puro si trova solo negli astri,mentre nel nostro mondo è unito all'aria. Ciò che dà forma ai vari esseri è dunque un soffio caldo più o meno puro. Le varie qualità sono denominate pneumata.

2.  Principio fondamentale della fisica stoica,condiviso da Epicuro e sostenuto prima dai fisici ionici.

MARCO AURELIO.Ouerou uos 9.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro IV,1,2,3.  

Testo greco con note e traduzione.





 Il principio dirigente che abbiamo dentro di noi,quando è disposto in modo conforme alla natura,assume di fronte agli eventi un atteggiamento tale che può sempre essere mutato facilmente ,in relazione a ciò che gli è possibile e concesso. 

Infatti non ama alcuna materia determinata,ma tende a un agire libero  con riserva (1),chiedendosi sempre:" è possibile?"(2), e,se gli si para innanzi un ostacolo,ne fa materia propria(3), come fa il fuoco quando si attacca alle cose che gli cadono dentro: un piccolo lume ne rimarrebbe spento,mentre una vivida fiamma in men che non si dica assimila ciò che le viene buttato dentro,lo divora e proprio da esso riceve alimento per ergersi più alta.

 Ci sono nella vita anche ostacoli insuperabili quali nessuna fiamma potrebbe assimilare.


2. Nessuna azione sia compiuta a caso,né in modo disforme dai precetti che servono a realizzare il fine dell'arte della vita.


3. Gli uomini si cercano dei luoghi solitari in cui ritirarsi: dimore in campagna,sulle rive del mare,sui monti; e anche tu sei solito sentire un ardente desiderio di tali cose. Tutto questo però, rivela una grande ignoranza,perché ti è possibile ritirarti in te stesso in qualunque momento tu lo voglia.
In nessun luogo,infatti,l'uomo trova un rifugio più sereno e tranquillo che nella sua anima,soprattutto colui che ha dentro di sé principi tali che, se si volge a contemplarli,subito acquista una totale serenità di spirito; e per serenità di spirito io non intendo null'altro che la condizione di un'anima serena.
Concediti dunque costantemente questo rifugio e rinnova te stesso.

martedì 19 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 8.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro III,1.  

Testo greco e traduzione.






1. Non bisogna soltanto riflettere che ogni giorno la vita si consuma e ne rimane una parte più piccola(1), ma altresì che,anche nel caso che essa debba prolungarsi,non si può affatto sapere se la mente sarà ancora ugualmente in grado di comprendere le cose e la speculazione che mira alla conoscenza del divino e dell'umano.(2). 


Qualora,infatti, incominci a delirare,non verrà certo meno la possibilità di respirare (3), di nutrirsi,di ricevere impressioni sensoriali,di avere impulsi, insieme a tutte le altre facoltà di questo genere(4), ma la capacità di disporre di se stessi,di discernere esattamente,punto per punto,quale sia il proprio dovere,di analizzare le apparenze,di esaminare l'opportunità stessa di uscire dalla vita (5) e tutte le altre facoltà di questo genere che richiedono assolutamente un'attività razionale ben esercitata;tutto ciò si estingue prima. 


Bisogna dunque affrettarsi non solo perché ci si avvicina alla morte ogni giorno di più, ma anche perché la capacità di concepire e comprendere le cose viene a cessare prima ancora che sopravvenga la morte in una lunga vita.



Note al testo.

1) Concetto ricorrente nei Pensieri e nelle Epistole di Seneca ( cotidie morimur).

2) E' la definizione stoica della filosofia.

3) Facoltà comune anche alle piante.

4) Facoltà comuni anche per gli animali.

5) Gli Stoici ammettevano il suicidio nel caso che le vicende esterne della vita impedissero l'attività della ragione e la realizzazione del compito morale che da essa viene assegnato all'uomo. I primi due scolarchi, Zenone e Cleante, si uccisero. Il suicidio doveva tuttavia scaturire da una decisione ben ponderata ( eulogos exagoghe').

lunedì 18 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 7.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro II, pensieri 16-17. 


Traduzione con note e testo greco.





16.  L'anima umana fa violenza a se stessa soprattutto quando diviene,per ciò che dipende da lei, una piaga e,per così dire, un'escrescenza del Cosmo.
Infatti l'adirarsi contro qualcuno degli eventi è una ribellione alla natura,la quale(Natura)comprende ogni singola natura di ciascuno degli altri esseri.(1).


In secondo luogo fa violenza a se stessa quando prova avversione per qualcuno o gli si volge persino contro per fargli del male,come fanno le anime di quelli che si adirano

. In terzo luogo fa violenza a se stessa quando si lascia vincere dal piacere o dal dolore. 

In quarto luogo quando finge e fa o dice qualcosa simulando e mentendo.

 In quinto luogo quando non indirizza ad alcuno scopo qualche sua azione o qualche suo impulso,ma compie a caso e sconsideratamente la prima cosa che capita,mentre è necessario che anche le azioni meno importanti siano compiute in vista del loro scopo. 

Ora, lo scopo degli esseri dotati di ragione è quello di attenersi alla legge razionale di quella che è la città e la repubblica più antica.(2).



17. Nella vita umana la durata è un punto,la sostanza in perenne flusso,la sensazione oscura,la compagine del corpo intero corruttibile,l'anima perenne inquietudine,la sorte enigmatica,la fama incerta.


Per dirla in breve,tutto ciò che riguarda il corpo è un fiume,ciò che riguarda l'anima è sogno e vanità, la vita è una guerra e il soggiorno in un paese straniero,la gloria postuma oblio.


Che cos'è dunque che può farci da guida? Una sola cosa : la filosofia.

 Essa consiste nel serbare il demone che è in noi esente da ogni offesa e da ogni danno, superiore ai piaceri e ai dolori,incapace di agire a caso, con falsità o con ipocrisia,tale da non aver bisogno che altri faccia o non faccia qualche cosa.



Note al testo.

1) Quando dunque ci accade qualche evento doloroso,quando gli uomini ci sono molesti o ci fanno del male,basta eliminare dalla nostra mente l'idea che questo è un male per noi,ed anche il male scompare. L'adirarsi contro qualcuno degli eventi è una ribellione alla natura universale,che comprende le singole nature dei singoli esseri,degli esseri che non sono il cosmo intero, l'Ente per eccellenza.

2)  La città e la repubblica più antica è il cosmo intero,che la ragione divina ad esso immanente governa con le sue leggi sacre e immutabili ,rendendolo un organismo perfetto. Propriamente gli Stoici definivano il Cosmo come una grande città in cui gli dei hanno il potere e gli uomini sono soggetti a questo potere.

domenica 17 gennaio 2016

MARCO AURELIO.Ouerou uos 6.

Brani tratti dai Pensieri di Marco Aurelio,libro II, pensieri 14 e 15. 

Traduzione e testo greco con note.


14. Anche se tu dovessi vivere tre volte mille anni e altrettante volte diecimila anni,tuttavia ricordati che nessuno perde altra vita se non quella che sta vivendo,né vive altra vita se  non quella che perde. 

Così l'esistenza più lunga e quella più breve vengono ad essere la stessa cosa.

 Il PRESENTE,infatti, è uguale per tutti,e uguale è dunque anche il tempo che passa,e così il tempo di cui si viene privati,alla nostra morte, appare brevissimo.

Infatti nessuno mai potrebbe perdere né il passato né il futuro; perché ciò che uno non ha,chi mai potrebbe prenderglielo?

 Di queste due cose bisogna dunque ricordarsi sempre: in primo luogo tutto è sempre uguale dall'eternità e si ripete secondo cicli periodici,e non v'è differenza alcuna tra il vedere le stesse cose per cent'anni,per duecento o per tutta l'eternità; in secondo luogo colui che è destinato a morire vecchissimo e colui che è destinato a morire giovanissimo subiscono la stessa perdita. Solo il presente infatti possono perdere,dal momento che anche possiedono solo questo e non si può perdere quello che non si possiede.



15. Ricordati che tutto è opinione. Chiare sono le parole rivolte a Monimo il Cinico; e chiara è anche la loro utilità, se uno ne coglie il succo entro i limiti in cui corrispondono a verità.




MARCO AURELIO.Ouerou uos 5.

Brani dai Pensieri di Marco Aurelio,libro II,1. 

Traduzione,note e testo greco con note.


1. Di buon mattino bisogna cominciare col dire a se stessi: m'imbattero' in un indiscreto,in un ingrato,in un prepotente,in un imbroglione,in un invidioso,in un egoista.


 Tutti questi difetti provengono loro dall'ignoranza del bene e del male.


Io,invece, che ho meditato sulla natura del bene e del male,e ho concluso che l'una consiste in ciò che è moralmente bello,l'altra in ciò che è turpe,e ho meditato altresì sulla natura dello stesso peccatore,e ho concluso che egli è mio parente,non perché nato dallo stesso sangue e dallo stesso seme, ma perché ha in comune con me l'intelletto,e cioè una particella della divinità (1); io,dunque, non posso subire alcun danno da nessuno di essi[ingrati,prepotenti,imbroglioni,invidiosi] - nessuno,infatti, potrà farmi compiere azioni turpi (2)- e nemmeno posso adirarmi con un mio parente o prenderlo in odio. 


Infatti siamo nati per cooperare,come i piedi,come le mani,come le palpebre,come i denti superiori o inferiori. 


 Dunque agire gli uni contro gli altri è contro natura; e adirarsi con qualcuno ed evitarlo con disprezzo significa appunto agire contro natura.( antipraktikon in greco,che qualcuno traduce " agire contro il prossimo". A me sembra troppo cristianeggiante,e Marco non era cristiano.).




Note al testo.

1) Poiché come dice M.A. una sola anima razionale è divisa negli esseri razionali , ogni uomo possiede una particella del LOGOS divino,o anima razionale,che governa il cosmo. Ne consegue che tutti gli uomini sono parenti e fatti per cooperare gli uni con gli altri,come più e più volte scritto nei Pensieri.


2) Il bene( to' kalon) e il male ( to' aiskron) sono solo ciò che è in nostro potere,ciò che dipende dalla nostra libera scelta,tutto il resto è indifferente ( nel senso di non pertinente,in greco: adiaforon ).