giovedì 5 novembre 2015

A.MANZONI.Panni in arno 106.c.XXXI.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO TRENTUNESIMO,LETTO E CAPITO?



UTILE,PER VERIFICARNE LA COMPRENSIONE,RISPONDERE ,PER OGNUNO DEI BRANI DI SEGUITO PROPOSTI,A DUE DOMANDE:

1)SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...),
2)LPVD(LE PAROLE VOGLIONO DIRE...).



CORAGGIO,BASTA POCO,E. .. SEMPRE TESTO DEL ROMANZO A PORTATA DI MANO...







Per ogni brano del capitolo XXXI de I Promessi Sposi,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.



Cap.XXXI,r.1.

                    La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese,c'era entrata davvero,come è noto;ed è noto parimente che non si fermò qui,ma invase e spopolò una buona parte d'Italia.Condotti dal filo della nostra storia,noi passiamo a raccontar gli avvenimenti principali di quella calamità; nel milanese,s'intende,anzi in Milano quasi esclusivamente: ché della città quasi esclusivamente trattano le memorie del tempo,come a un di presso accade sempre e per tutto,per buone e cattive ragioni.[nota 7 -8 dell'edizione del Sapegno].E in questo racconto,il nostro fine non è, per dir la verità, soltanto di rappresentar lo stato delle cose nel quale verranno a trovarsi i nostri personaggi; ma di far conoscere insieme,per quanto si può in ristretto,e per quanto si può da noi,un tratto di storia patria più famoso che conosciuto.
Delle molte relazioni contemporanee,non ce n'è alcuna che basti da sé a darne un'idea un po' distinta e ordinata...
[ Le più importanti furono quelle di A.Lampugnano,1634;G.Ripamonti,1640;A.Tadino,1648;C.G.Crovato della Somaglia,1653;F.Rivola,1666;C.Torre,1676;L.Ghirardelli,1681;Pio La Croce,1730; tutte relazioni edite; ce ne fu anche una inedita,scritta da Federigo Borromeo.]



Cap.XXXI,r.15.

                       In ognuna di queste relazioni,senza eccettuarne quella del Ripamonti*,la quale le supera tutte,per la quantità e la scelta de' fatti,e ancor più per il modo di osservarli,in ognuna sono omessi fatti essenziali,che son registrati in altre; in ognuna ci sono errori materiali,che si posson riconoscere e rettificare con l'aiuto di qualche altra,o di que' pochi atti della pubblica autorità, editi e inediti,che rimangono; spesso in una si vengono a trovare le cagioni di cui nell'altra s'eran visti,come in aria, gli effetti.In tutte poi regna una strana confusione di tempi e di cose...
    *Josephi Ripamontii,canonici scalensis,chronistae urbis Mediolani,De peste quale fuit anno 1630, Libri V. Mediolani,1640, apud Malatestas.



Cap.XXXI,r.27.

                  Nessuno scrittore d'epoca posteriore s'è proposto di esaminare e di confrontare quelle memorie,per ritrarne una serie concatenata degli avvenimenti,una storia di quella peste; sicché l'idea che se ne ha generalmente,dev'essere di necessità, molto incerta,e un po' confusa: un'idea indeterminata di gran mali e di grand'errori( e per la verità ci fu dell'uno e dell'altro,al di là di quel che si possa immaginare), un'idea composta più di giudizi che di fatti,alcuni fatti dispersi,non di rado accompagnati dalle circostanze più caratteristiche,senza distinzion di tempo,cioè senza intelligenza di causa ed effetto,di corso,di progressione. Noi,esaminando e confrontando,con molta diligenza se non altro,tutte le relazioni stampate,più d'una inedita,molti( in ragione del poco che ne rimane) documenti,come dicono,ufiziali,abbiam cercato di farne non già quel che si vorrebbe,ma qualche cosa che non è stato ancor fatto..



Cap.XXXI,r.64.

                    Il protofisico Lodovico Settala,che, non solo aveva veduta quella peste [ del 1576], ma n'era stato uno dei più attivi e intrepidi,e,quantunque allora giovanissimo,de' più riputati curatori; e che ora, in gran sospetto di questa,stava all'erta e sull'informazioni,riferì, il 20 di ottobre,nel tribunale della sanità, come nella terra di Chiuso( l'ultima del territorio di Lecco,e confinante nel bergamasco), era scoppiato indubitabilmente il contagio.



Cap.XXXI,r.80.

                       Ma arrivando senza posa altre e altre notizie di morte da diverse parti, furono spediti due delegati a vedere e a provvedere: il Tadino suddetto,e un auditore del tribunale.



Cap.XXXI,r.97.

                   Intanto i delegati presero in fretta e in furia quelle misure che parver loro migliori;e se ne tornarono, con la trista persuasione che non sarebbero bastate a rimediare e a fermare un male già tanto avanzato e diffuso.
Arrivati il 14 di Novembre,dato ragguaglio,a voce e di nuovo in iscritto al tribunale,ebbero da questo commissione di presentarsi al governatore,e d'esporgli lo stato delle cose.V'andarono,e riportarono: aver lui di tali nuove provato molto dispiacere,mostratone un gran sentimento; ma i pensieri della guerra esser più pressanti: sed  belli graviores esse curas.



NOTA.
Cronologia in aiuto alla comprensione dei brani:



20 ottobre 1629, relazione del protofisico Settala e nessuna decisione. 



22 ottobre 1629,altri avvisi da Lecco;si inviano allora, un commissario e un medico,senza poi prendere decisioni.



Ottobre( fine)-novembre(inizio):altri avvisi di morti nel lecchese,invio di due delegati:il Tadino e un auditore,provvedimenti: le bullette(esclusione dall'ingresso in Milano di chi venisse dalle zone contagiate).



14 novembre: relazione al Governatore,a Casale, ma niente di fatto.



18 novembre,festeggiamenti per la nascita dell'erede al trono di Spagna.


Fine novembre 1629, la peste entra in Milano.


 Ciao Ambra,Giacomo e Rox.






CONTINUA CON  ALTRI BRANI DEL CAPITOLO XXXI.








mercoledì 4 novembre 2015

A.MANZONI.Panni in arno 105.sch.XXX.

ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO TRENTESIMO,LETTO E CAPITO?



SI FORNISCE,DI SEGUITO,UNO SCHEMA CHE,OLTRE A UNA PANORAMICA,OFFRE IL "DI DENTRO"(STUDIO PSICOLOGICO), E IL " DI FUORI"(AZIONE) DEI VARI PERSONAGGI.



UTILE PER RISPONDERE A SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...) PER I BRANI PROPOSTI NEI PRECEDENTI DUE POST.




NB.
SU QUALCHE DEVICE,LE COLONNE DELLO SCHEMA POTREBBERO SOVRAPPORSI. NEL CASO CONSULTARE LA SEZIONE FOTO IN FONDO A QUESTO POST.







Schema del capitolo XXX de I Promessi Sposi,utile anche per sapic(v.lemarancio panni in Arno 3).



                    C  A  P I T O L O        T R E N T E S I M O.



      Azione.                                                      Studio psicologico.



1)I tre(AGNESE,PERPETUA,ABBONDIO)
incontrano altri sfollati                                   1)Continuano i timori di
che vanno a cercare rifugio                               don Abbondio.
nel castello.





2)Abbondio vede le difese che
si approntavano al castello.



3)I tre alla Malanotte: smontano
dal baroccio.



4)Abbondio vede l'innominato
che gli viene incontro.



5)Colloquio tra l'innominato,don Abbondio
e Agnese.



6)La logistica del castello.



7)La sorveglianza armata.



8)Scontro tra gli uomini
guidati dall'innominato e
una banda di Lanzi,che
vengono messi in fuga.



9)Vita al castello dei profughi                                      2)Abbondio vive appartato
(24 giorni circa).                                                               e in compagnia della sua
                                                                                              paura.



10)Lanzi e veneziani si
allontanano da Lecco.



11)Abbondio,Agnese e Perpetua,
tornano a casa.



12)Vista dei disastri lungo il
percorso.



13)Disordine e distruzione nelle
case di Abbondio e Agnese.



14)Perpetua rimprovera don
Abbondio,perché non rivendica
la sua roba rubatagli dai compaesani.




14)Altro flagello in arrivo: la peste.



  Ciao Ambra,Gia  e Rox.







CONTINUA CON BRANI DEL CAPITOLO XXXI.






A.MANZONI.Panni in arno 104.cap.XXX.

ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO TRENTESIMO. LETTO E CAPITO?



UTILE ,PER VERIFICERNE LA COMPRENSIONE,RISPONDERE,PER OGNI BRANO DI SEGUITO PROPOSTO,A DUE DOMANDE:

1)SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...),
2)LPVD(LE PAROLE VOGLIONO DIRE...).



CORAGGIO. BASTA POCO. E...SEMPRE TESTO DEL ROMANZO A PORTATA DI CONSULTAZIONE!








Per ogni brano del capitolo XXX de I Promessi Sposi,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.



Cap.XXX,r.182.

                        Avevano abbandonate le loro case,per non esser forti abbastanza da difenderle; ma  non trovavan gusto a piangere e a sospirare sur una cosa che non c'era rimedio[ANACOLUTO], né a figurarsi e a contemplar colla fantasia il guasto che vedrebbero pur troppo co' loro occhi.



Cap XXX,r.198.

                          Questo non aveva nulla da fare,ma non s'annoiava però; la paura gli teneva compagnia.



Cap.XXX,r.222.

                         Alcuni,novellisti di professione,raccoglievan diligentemente tutte le voci,abburattavan tutte le relazioni,e ne davan poi il fiore agli altri.



Cap.XXX,r.232.

                       Passano i cavalli di Wallenstein,passano i fanti di Merode,passano i cavalli di Anhalt,passano i fanti di Brandeburgo,e poi i cavalli di Montecuccoli,e poi quelli di Ferrari;passa Altringer,passa Furstenberg,passa Colloredo; passano i Croati,passa Torquato Conti,passano altri e altri;quando piacque al cielo,passò anche Galasso,che fu l'ultimo.[ANAFORA].



Cap.XXX,r.289.

                           Don Abbondio e Perpetua entrano in casa,senza aiuto di chiavi; ogni passo che fanno nell'andito,senton crescere un tanfo,un veleno,una peste, che li respinge indietro;...



Cap.XXX,r.293.

                         Non c'era nulla d'intero; ma avanzi e frammenti di quel che c'era stato,lì e altrove,se ne vedeva in ogni canto: piume e penne delle galline di Perpetua,pezzi di biancheria, fogli de' calendari di don Abbondio,cocci di pentole e di piatti;tutto insieme o sparpagliato.Solo nel focolare si potevan vedere i segni d'un vasto saccheggio accozzati insieme,come molte idee sottintese,in un periodo steso da un uomo di garbo.



Cap.XXX,r.303.

                        ...i guastatori,per ristoro,avevano scarabocchiati i muri di figuracce,ingegnandosi,con certe berrettine o con certe  chieriche,e con certe larghe facciole,di farne de' preti,e mettendo studio a farli orribili e ridicoli: intento che,per verità, non poteva andar fallito a tali artisti.



Cap.XXX,r.309.

                  Respirarono; andaron diviato al fico; ma già prima d'arrivarci,videro la terra smossa,e misero un grido tutt'e due insieme;arrivati,trovarono effettivamente,in vece del morto,la buca aperta.[ Metafora].



Cap.XXX,r.329.

               "Ma se non ne voglio saper nulla di queste cose,"diceva."Quante volte ve lo devo ripetere,che quel che è andato è andato?Ho da esser messo anche in croce,perché m'è stata spogliata la casa?"



Cap.XXX,r.333.

                         "....Rubare agli altri è un peccato,ma a lei,è peccato non rubare."[CHIASMO].



Cap.XXX,r.347.

                          Né però questi terrori erano ancora cessati,che un nuovo ne sopraggiunse.



 Ciao Ambra,ciao Giacomo,ciao Rox.






CONTINUA CON LO SCHEMA DEL CAPITOLO XXX.






A.MANZONI.Panni in arno 103.cap.XXX.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO TRENTESIMO,LETTO E CAPITO?



UTILE,PER VERIFICARNE LA COMPRENSIONE,RISPONDERE,PER OGNI BRANO DI SEGUITO PROPOSTO,A DUE DOMANDE:
1)SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI....),
2)LPVD(LE PAROLE VOGLIONO DIRE...).



CORAGGIO, BASTA POCO...E...SEMPRE TESTO DEL ROMANZO A PORTATA DI CONSULTAZIONE.







Per ogni brano del capitolo XXX de I Promessi Sposi,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.



Cap.XXX,r.1

                  Quantunque il concorso maggiore non fosse dalla parte per cui i nostri tre fuggitivi s'avvicinavano alla valle,ma all'imboccatura opposta,con tutto ciò, cominciaron a trovar compagni di viaggio e di sventura,che da traverse e viottole erano sboccati o sboccavano nella strada. In circostanze simili,tutti quelli che s'incontrano,è come se si conoscessero.Ogni volta che il baroccio aveva raggiunto qualche pedone,si barattavan domande e risposte.Chi era scappato,come i nostri,senza aspettare l'arrivo de' soldati; chi aveva sentiti i tamburi o le trombe; chi gli aveva visti coloro,e li dipingeva come gli spaventati soglion dipingere.



Cap.XXX,r.39.

                        -Oh povero me!-pensava:- ecco se le fanno le pazzie.Già non poteva essere altrimenti: me lo sarei dovuto aspettare da un uomo di quella qualità. Ma cosa vuol fare?vuol far la guerra? vuol fare il re,lui? Oh povero me! In circostanze che si vorrebbe potersi nasconder sotto terra,e costui cerca ogni maniera di farsi scorgere,di dar nell'occhio; par che li voglia invitare!-



Cap.XXX,r.51.

                    "... Non sapete che i soldati è il loro mestiere[ANACOLUTO] di prender le fortezze?..."



Cap.XXX,r.82.

                   " La creanza è di non dire le cose che posson  dispiacere,specialmente a chi non è avvezzo a sentirne..."



Cap.XXX,r.90.

                  Ma:"zitta!" gridò sottovoce[ OSSIMORO] don Abbondio,e insieme si levò il cappello in fretta,e fece un profondo inchino: ché, guardando in su,aveva visto l'innominato scender verso di loro.Anche questo aveva visto e riconosciuto don Abbondio ; e  affrettava il passo per andargli incontro.



Cap.XXX,r.97.

                "Confidato[ che costrutto è ?] nella gran bontà di vossignoria illustrissima," rispose don Abbondio," mi son preso l'ardire di venire,in queste tristi circostanze,a incomodarla: e,come vede vossignoria illustrissima,mi son preso anche la libertà di menar compagnia.Questa è la mia governante..."



Cap.XXX,r.130.

                    Entrati nel castello,il signore fece condurre Agnese e Perpetua in una stanza del quartiere assegnato alle donne,che occupava tre lati del secondo cortile,nella parte posteriore dell'edifizio situata sur un masso sporgente e isolato, a cavaliere a un precipizio.Gli uomini alloggiavano ne' lati dell'altro cortile ,a destra e a sinistra,e in quello che rispondeva sulla spianata.Il corpo di mezzo,che separava i due cortili,e dava passaggio dall'uno all'altro,per un vasto andito di rimpetto alla porta principale,era in parte occupato dalle provvisioni,e in parte doveva servir di deposito per la roba che i rifugiati volessero mettere in salvo lassù. Nel quartiere degli uomini,c'erano alcune camere destinate agli ecclesiastici che potessero capitare.L'innominato v'accompagnò in persona don Abbondio,che fu il primo a prenderne il possesso.(Tenendo conto della spianata,da collocarsi verso il basso,è possibile disegnare una piantina del castello,che preveda  a nord il quartiere delle donne?).



Cap.XXX,r.142.

                     Ventitré o ventiquattro giorni stettero i nostri fuggitivi nel castello,in mezzo a un movimento continuo,in una gran compagnia, e che ne' primi tempi andò sempre crescendo; ma senza che accadesse nulla di straordinario.



Cap.XXX,r.159.

                 Arrivarono inaspettati.I ribaldi che avevan creduto di non andar che alla preda,vedendosi venire addosso gente schierata e pronta a combattere,lasciarono il saccheggio a mezzo,e se n'andarono in fretta,senz'aspettarsi l'uno con l'altro,dalla parte dond'eran venuti.L'innominato gl'inseguì per un pezzo di strada; poi ,fatto far alto,stette qualche tempo aspettando... Ciao Ambra.




CONTINUA CON ALTRI BRANI DEL CAPITOLO XXX.







martedì 3 novembre 2015

A.MANZONI.Panni in arno 102.sch.XXIX.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO VENTINOVESIMO,LETTO E CAPITO?



SI FORNISCE,QUI DI SEGUITO,UNO SCHEMA CHE,OLTRE A DARE UNA PANORAMICA DEL CAPITOLO,TIENE DISTINTI IL "DI DENTRO" E IL "DI FUORI" (STUDIO PSICOLOGICO E AZIONE) DEI VARI PERSONAGGI.



LO SCHEMA RISULTA INOLTRE UTILE PER RISPONDERE A SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...) DEI BRANI PROPOSTI NEI DUE POST PRECEDENTI.



NB
SU QUALCHE DEVICE È POSSIBILE CHE SI SOVRAPPONGANO LE DUE COLONNE DI AZIONE E STUDIO PSICOLOGICO.
CONSULTARE NEL CASO LA SEZIONE FOTO IN FONDO A QUESTO POST.







Schema del capitolo XXIX de I Promessi Sposi,utile anche per sapic.(vedi lemarancio panni in Arno 3).



              C A P I T O L O                            V E N T I N O V E S I M O.



          Azione.                                                        Studio psicologico.



1) I Lanzi a Lecco.                                    1)Strapaura di don Abbondio.



2)La perizia e la dedizione
di Perpetua.



3)Don Abbondio supplica,
per un aiuto,i suoi compaesani
che stavano sfollando.



4)Agnese da don Abbondio:                            2)Ultime eccessive remore
propone il castello dello                                   di don Abbondio.
Innominato,come rifugio
dalle razzie dei Lanzi.



5)Agnese,Perpetua e don
Abbondio,durante il tragitto
verso il castello,si fermano
a casa del sarto.



6)Il desinare.                                                           3) Vanterie del sarto.



7)Per l'ultimo tratto di
cammino,il sarto fornisce
i fuggiaschi di un barroccio.



8)Ritratto dell'innominato                                    4)Rinnovato e desideroso
                                                                                  solo di far del bene.



9)La servitù dell'innominato:
chi va e chi resta per far del
bene.



10)L'innominato prepara il
castello per accogliere   i
profughi.



CONTINUA CON NUOVI BRANI TRATTI DAL CAPITOLO XXX.





lunedì 2 novembre 2015

A.MANZONI.Panni in arno 101.cap.XXIX.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO VENTINOVESIMO. LETTO E CAPITO?



UTILE,PER VERIFICARNE LA COMPRENSIONE,RISPONDERE,PER OGNUNO DEI BRANI DI SEGUITO PROPOSTI, A DUE DOMANDE:

1) SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...),
2)LPVD(LE PAROLE VOGLIONO DIRE...).



CORAGGIO,BASTA POCO...E...SEMPRE TESTO DEL ROMANZO A PORTATA DI MANO...







Per ogni brano del capitolo XXIX de I Promessi Sposi,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.



Cap.XXIX,r.271.

                         "N'è vero che non somiglia?"disse il sarto:"lo dico sempre anch'io: noi, non c'ingannano,eh?ma, se non altro,c'è sotto il suo nome: è una memoria."[ANACOLUTO]



Cap.XXIX,r.279.

                          "... Cose non da par suo,libri in volgare; ma però..."[Quante volte siete stati corretti sul " ma però"?].



Cap.XXIX,r.280.

                        "Grazie,grazie,"rispose don Abbondio:" son circostanze, che si ha appena testa d'occuparsi di quel che è di precetto."[ cosa vi avrebbero corretto se l'aveste scritto voi?] .



Cap.XXIX,r.287.

                       Il sarto aveva detto la verità a don Abbondio intorno all'innominato.



Cap.XXIX,r.331.

                     Il grado e le parentele,che in ogni tempo gli erano state di qualche difesa,tanto più valevano per lui,ora che a quel nome già illustre e infame,andava aggiunta la lode d'una condotta esemplare,la gloria della conversione.



Cap.XXIX,r.336.

                     Oltre di ciò, un potere occupato in una guerra perpetua,e spesso infelice, contro ribellioni vive e rinascenti,poteva trovarsi abbastanza contento d'esser liberato dalla più indomabile e molesta,per non andare a cercar altro:...



Cap.XXIX,r.341.

                Tormentare un santo,non pareva un buon mezzo di cancellar la vergogna di non aver saputo fare stare a dovere un facinoroso:...



Cap.XXIX,r.344.

                 Probabilmente anche la parte che il cardinal Federigo aveva avuta nella conversione,e il suo nome associato a quello del convertito,servivano a questo come d'uno scudo sacro.



Cap.XXIX,r.358.

               E' vero ch'eran anche molti a cui quella strepitosa mutazione dovette far tutt'altro che piacere: tanti esecutori stipendiati di delitti,tanti compagni nel delitto,che perdevano una così gran forza sulla quale erano avvezzi a fare assegnamento,che anche si trovavano a un tratto rotti i fili di trame ordite da un pezzo,nel momento forse che aspettavano la nuova dell'esecuzione.



Cap.XXIX,r.375.

                    Chi avrà cercato altro padrone,e fors'anche tra gli antichi amici di quello che lasciava; chi si sarà arrolato in qualche terzo,come allora dicevano, di Spagna o di Mantova,o di qualche altra parte belligerante....



Cap.XXIX,r.387.

                     Ma quando,al calar delle bande alemanne,alcuni fuggiaschi di paesi invasi o minacciati capitarono su al castello a chieder ricovero,l'innominato,tutto contento che quelle sue mura fossero cercate come asilo da' deboli,che per tanto tempo le avevan guardate da lontano come un enorme spauracchio,accolse quegli sbandati,con espressioni piuttosto di riconoscenza che di cortesia;...



Cap.XXIX,r.402.

                          Fece poi portar giù da una stanza a tetto l'armi da fuoco,da taglio,in asta, che da un pezzo stavan lì ammucchiate,e gliele distribuì ;...



Cap.XXIX,r.413.

                         Nello stesso tempo,aveva messo in moto altr'uomini e donne di servizio,o suoi dipendenti,a preparar nel castello alloggio a quante più persone fosse possibile,a rizzar letti,a disporre sacconi e strapunti nelle stanze,nelle sale,che diventavan dormitori.




P.S. alla r.396, Manzoni ricorda,un po' di sguincio, il Torti,come aveva fatto per il Grossi,nel cap.XI.



CONTINUA CON LO SCHEMA DEL CAPITOLO XXIX.



domenica 1 novembre 2015

A.MANZONI.Panni in arno 100.c.XXIX.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO VENTINOVESIMO. LETTO E CAPITO?



UTILE,PER VERIFICARNE LA COMPRENSIONE,RISPONDERE,PER OGNI BRANO DI SEGUITO PROPOSTO,A DUE DOMANDE:
1)SAPIC(SIAMO AL PUNTO IN CUI...),
2)LPVD(LE PAROLE VOGLIONO DIRE...).



CORAGGIO,BASTA POCO...E....SEMPRE TESTO DEL ROMANZO A PORTATA DI CONSULTAZIONE!







Per ogni brano del capitolo XXIX de I Promessi Sposi,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.



Cap.XXIX,r.25.

                       ...ma si sapeva ch'era stato spedito in fretta da Bergamo uno squadrone di cappelletti,il quale doveva costeggiare il confine,per tenere in suggezione i lanzichenecchi; e quelli eran diavoli in carne,né più né meno di questi,e facevano dalla parte loro il peggio che potevano.



Cap.XXIX,r.104.

                   Ma i danari nascosti,specialmente chi non è avvezzo a maneggiarne molti,tengono il possessore in un sospetto continuo del sospetto altrui[ANACOLUTO e POLIPTOTO?]



Cap.XXIX,r.137.

                  Don Abbondio andò, tornò, di lì a un momento, col breviario sotto il braccio,col cappello in capo,e col suo bordone in mano;...



Cap.XXIX,r.141.

                 Don Abbondio diede,nel passare,un'occhiata alla chiesa,e disse tra i denti:"al popolo tocca a custodirla,che serve a lui.Se hanno un po' di cuore per la loro chiesa,ci penseranno; se poi non hanno cuore,tal sia di loro."



Cap.XXIX,r.177.

                   " ...non ho avuto chi mi desse una mano; ho dovuto far da Marta e da Maddalena; se qualcosa andera' a male non so cosa mi dire: ho fatto anche più del mio dovere."



Cap.XXIX,r.224.

                 ...il sarto ordinò a una bambina(quella che aveva portato quel boccone a Maria vedova: chi sa se ve ne rammentate più!) che andasse a diricciar quattro castagne primaticce,ch'eran riposte in un cantuccio: e le mettesse a arrostire."E tu,"disse a un ragazzo,"va' nell'orto,a dare una scossa al pesco, da farne cader quattro,e portale qui: tutte,ve'.E tu ,"disse a un altro," va sul fico,a coglierne quattro de' più maturi.Gia' lo conoscete anche troppo quel mestiere."[ ANNOTAZIONI: l'edizione del Sapegno ha "va", senza il segno dell'elisione(sarebbe più corretto" va'..".);i figli del sarto qui sono due maschi e una femmina; in capXXIV,r. 297 erano due femmine e un maschio...o ne ha sei o ,se tre, c'è discrepanza tra un capitolo e l'altro]



Cap.XXIX,r.258.

                      "...In somma è diventato quel castello una Tebaide: lei le sa queste cose."



Cap.XXIX,r.264.

                       Alzati poi da tavola,le fece osservare una stampa rappresentante il cardinale ,che teneva attaccata a un battente dell'uscio,in venerazione del personaggio,e anche per poter dire a chiunque capitasse,che non era somigliante; giacché lui aveva potuto esaminar da vicino e con comodo il cardinale in persona,in quella medesima stanza. [Alzati,che costrutto è? Non assomiglia a un ablativo assoluto latino,o forse è un participio congiunto?Ma congiunto a chi?] Ciao Ambra.