venerdì 4 settembre 2015

ALESSANDRO MANZONI.Panni in Arno 8. Cap.II.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPIRE IL TESTO DEL CAPITOLO SECONDO.




LEGGERE IL CAPITOLO SECONDO DEL ROMANZO E TENERE ACCANTO IL TESTO.






Per ogni brano ( DI SEGUITO  PROPOSTO)   DEL CAPITOLO SECONDO, provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.


OSSIA SODDISFARE ALLE DOMANDE SAPIC ED LPVD:
SAPIC: " SIAMO AL PUNTO IN CUI".
LPVD:" LE PAROLE VOGLIONO DIRE".




I P S:

Cap.II,r.1.

          Si racconta che il principe di Conde'   dormi'   profondamente la notte avanti la battaglia di Rocroi:ma,in primo luogo,era molto affaticato;secondariamente aveva gia'date tutte le disposizioni necessarie e stabilito ciò che dovesse fare la mattina.



Cap.II,r.15.

        Si rammento' a proposito,che mancavan  pochi giorni al tempo proibito per le nozze;-e,se posso tenere a bada,per questi pochi giorni,quel ragazzone,ho poi due mesi di respiro;e,in due mesi,puo' nascer di gran cose.-


Cap.II,r.23

       - Il piu' interessato son io,lasciando stare che sono il piu' accorto.Figliol caro,se ti senti il bruciore addosso,non so che dire; ma io non voglio andarne di mezzo.-



Cap.II,r.29

         Il primo svegliarsi,dopo una sciagura,e in un impiccio,è un momento molto amaro.La mente,appena risentita,ricorre all'idee abituali della vita tranquilla antecedente;ma il pensiero del nuovo stato di cose le si affaccia subito sgarbatamente; e il dispiacere ne è piu' vivo in quel paragone istantaneo.



Cap.II,r.43.

        Il lavoro andava di giorno in giorno scemando;ma l'emigrazione continua de' lavoranti,attirati negli stati vicini da promesse,da privilegi e da grosse paghe,faceva sì che non ne mancasse ancora a quelli che rimanevan  nel paese.



Cap.II,r.95.

        "Error,conditio,votum,cognatio,crimen,
        Cultus disparitas  ,vis, ordo, ligamen,honestas,
        Si sis affinis...."




Cap.II,r.108.

        "Che discorsi son questi,signor mio?"proruppe Renzo,con un volto tra l'attonito e l'adirato.



Cap.II,r.119.

      " Il testo è chiaro e lampante:antequam matrimonium denunciet...."




Cap.II,r.132.

       -Siamo a buon porto,- penso' fra sé don Abbondio;e,con un fare piu' manieroso che mai,"via,"disse:"in quindici giorni cercherò,... procurero'..."




Cap.II,r.151.

       "Ebbene:avro' pazienza per una settimana;ma ritenga bene che,passata questa,non m'appaghero' più di chiacchiere.Intanto la riverisco."




Cap.II,r.180.

       "Mala cosa nascer povero,il mio caro Renzo."



Cap.II,r.198.

       "Ah! voi vorreste farmi parlare;e io non posso parlare,perché... non so niente:quando non so niente,è come se avessi giurato di tacere.Potreste darmi la corda,che non mi cavereste nulla di bocca.Addio..."




CONTINUA, nel prossimo post. CON ALTRI BRANI DEL SECONDO CAPITOLO,DA  "USARE" PER TESTARE SE SI È CAPITO IL TESTO LETTO.




LEMARANCIO PRIVILEGIA LO STIMOLO ALLA LETTURA DIRETTA DEI CLASSICI. CONSIGLIA ANCHE DI TENRR SEMPRE A PORTATA DI MANO IL TESTO STESSO PER CONSULTAZIONI,CHE RISULTANO SEMPRE INDISPENSABILI,DOPO LA LETTURA.





giovedì 3 settembre 2015

ALESSANDRO MANZONI.Panni in Arno 7, schema capitolo I.


ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI, COME LEGGERE IL ROMANZO E CAPIRNE IL TESTO.



LETTO IL CAPITOLO PRIMO?(risposto alle domande SAPIC e LPVD,per i brani proposti nei tre post precedenti?)




Uno schema, per aiutare a trovare , nel cap.I  de I P S,   il punto in cui è collocato ogni brano(COMPRESI QUELLI PROPOSTI DA LEMARANCIO NEI PRECEDENTI POST),potrebbe essere quello che trovate nel seguito di questo post.



Esso tiene distinti i piani narrativi che riguardano il "fuori" dei personaggi(azione),da quello che è a loro "dentro"(studio psicologico).




Per esempio a che punto della trama del capitolo primo si colloca il brano I,267 che suona così:

"DON ABBONDIO( IL LETTORE SE N'È GIA' AVVEDUTO) NON ERA NATO CON UN CUOR DI LEONE."?



La risposta per Sapic potrebbe essere: "al punto 1 dello studio psicologico" (che nello SCHEMA DI SEGUITO PROPOSTO si trova "tra" la minaccia a don Abbondio e "tra" la descrizione della società del Seicento). 




Oppure SAPIC potrebbe avere ,a vostra scelta,una risposta più dettagliata,andando a rileggere qualche riga che precede la 267.



Fatto questo avremmo completato uno step per la comprensione del capitolo.



Ognuno può scegliere liberamente  i brani che ritiene opportuni.





                                            S   C  H  E   M  A     C A P I T O L O    P R I M O.  


PER CHI HA DIFFICOLTÀ A LEGGERE QUESTO SCHEMA,CERCARE NELLA PARTE FOTOGRAFICA LO SCHEMA STESSO.


           Azione.                                                                    Studio psicologico

1)Lecco,geografia dei luoghi
circostanti.


2)don Abbondio e la sua pas-
seggiata.


3)I bravi.


4)Le "gride".


5)Abbondio minacciato dai
bravi.  

                                                                                             1)paura di don Abbondio.


6)La società del Seicento.



                                                                                                         2)egoismo di don Abbondio.

7)Abbondio torna a casa.



8)Perpetua a colloquio con Abbondio.                               3)carattere candidamente invadente
                                                                                                       della donna.





                                                                                                          

Proseguiremo con brani del cap. secondo de I P S ,proponendo sempre di rispondere a Sapic e Lpvd(per come fare, vedere un esempio in lemarancio panni in Arno 3).





BUONA LETTURA. E BUONA COMPRENSIONE DEL TESTO DEL ROMANZO.






ALESSANDRO MANZONI.Panni in Arno 6 ,cap.I.(III).

ALESSANDRO MANZONI,I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO PRIMO.(parte terza e ultima).



                                  HAI LETTO E CAPITO IL TESTO?


                                    Se vuoi,prima di proseguire,

              LEGGERE(EVENTUALMENTE RILEGGERE) IL CAPITOLO I. POI:



Per ogni brano(di seguito proposto) del capitolo primo de I P S,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.(SAPIC E LPVD).

I P S. Cap.I,r.242.

   Questo nome fu,nella mente di don Abbondio,come,nel forte d'un temporale notturno,un lampo che illumina momentaneamente e in confuso gli oggetti,e accresce il terrore.Fece,come per istinto,un grand'inchino,e disse:"se mi sapessero suggerire..."


Cap.I,r.253.

   "...Disposto...disposto sempre all'ubbidienza."  E,proferendo queste parole,non sapeva nemmeno lui se faceva una promessa,o un complimento.I bravi  le presero,o mostraron di prenderle, nel significato più serio.


Cap.I,r.267.

   Don Abbondio(il lettore se n'è gia' avveduto) non era nato con un cuor di leone.


Cap.I,r.298.

   Ma chi,prima di commettere il delitto,aveva prese le sue misure per ricoverarsi a tempo in un convento,in un palazzo,dove i birri non avrebbero mai osato di metter piede; chi,senza altre precauzioni,portava una livrea che impegnasse a difenderlo la vanità  e l'interesse di una famiglia potente,di tutto un ceto,era libero nelle sue operazioni,e poteva ridersi di tutto quel fracasso delle gride.



Cap.I,r.325.

    Il clero vegliava a sostenere e ad estendere le sue immunità, la nobiltà i suoi privilegi,il militare le sue esenzioni.I mercanti,gli artigiani erano arruolati in maestranze e confraternite,i giurisperiti formavano una lega,i medici stessi una corporazione.



Cap.I,r.342.

    ....d'essere,in quella società, come un vaso di terra cotta,costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.



Cap.I,r.352.

    Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti ,e nel cedere, in quelli che non poteva scansare.Neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui,dalle contese,allora frequentissime,tra il clero e le podestà laiche,tra il militare e il civile,tra nobili e nobili,fino alle questioni fra due contadini,nate da una parola,e decise coi pugni,o con le coltellate.



Cap.I,r.379.

     A chi,messosi a sostenere le sue ragioni contro un potente,rimaneva col capo rotto,don Abbondio sapeva trovar sempre qualche torto...



Cap.I,r.393.

    Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto,quello che s'è raccontato.



Cap.I r.413.

    Non conosceva don Rodrigo che di vista e di fama,né aveva mai avuto che far con lui,altro che di toccare il petto col mento,e la terra con la punta del suo cappello....




Cap.I,r.427.

    ....serva affezionata e fedele,che sapeva ubbidire e comandare,secondo l'occasione,tollerare a tempo il brontolio e le fantasticaggini del padrone,e fargli a tempo tollerar le proprie,che divenivan di giorno in giorno più frequenti,dacché aveva passato l'età sinodale dei quaranta,rimanendo celibe....




Cap.I,r.464.

    "La vita!"
    "La vita."




Cap.I,r.492.

    "Il mio parere sarebbe che,siccome tutti dicono che il nostro arcivescovo è un sant'uomo,e un uomo di polso,e che non ha paura di nessuno,e,quando può fare star a dovere un di questi prepotenti,per sostenere un curato,ci gongola; io direi,e dico che lei gli scrivesse una bella lettera,per informarlo come qualmente..."




Cap.I,r.500.

    "Eh!..le schioppettate non si danno via come confetti:e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano!



 Dopo aver letto il testo manzoniano,sei stato  in grado di rispondere a SAPIC e LPVD?




Continua ,nel prossimo post, con lo schema di questo primo capitolo,utile per rispondere a SAPIC.( SIAMO AL PUNTO IN CUI....)...



Repetita juvant.
LPVD, le parole ( dei brani proposti) vogliono dire.




Rispondendo a sapic e lpvd,si è sicuri di aver letto e capito il testo manzoniano.





mercoledì 2 settembre 2015

ALESSANDRO MANZONI.panni in Arno 5 ,cap.I.


 CONTINUAZIONE DEL POST PRECEDENTE.


                       ALESSANDRO MANZONI,COME LEGGERE I PROMESSI SPOSI,CAPITOLO I.




                        DUNQUE AVETE LETTO IL CAPITOLO I  ? SE VOLETE RILEGGETELO,   POI.....





Per ogni brano (QUI DI SEGUITO PROPOSTO) del capitolo  primo,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.


I P S cap.I,r.79

Due uomini stavano, l'uno dirimpetto all'altro,al confluente,per dir cosi',delle due viottole....



Cap.I,r.94

Questa specie,ora del tutto perduta,era allora floridissima in Lombardia,e gia' molto antica.Chi non ne avesse idea,ecco alcuni squarci autentici,che potranno darne una bastante de' suoi caratteri principali,degli sforzi fatti per ispegnerla,e della sua dura e rigogliosa vitalità.

Apriamo una parentesi per dire che, a questo punto del romanzo,Manzoni presenta un elenco di brani di gride (tese a reprimere il fenomeno criminale rappresentato dai bravi),emanate nel tempo,( e invano)dai vari governatori di Milano. Citiamo il  nome dei vari Governatori  e l'anno di pubblicazione:

1583 Carlo d'Aragon.
1584 Carlo d'Aragon.
1593 Juan Fernandez de Velasco.
1598 Juan Fernandez de Velasco.
1600Pietro Enriquez de Acevedo.
1612Giovanni de Mendozza,marchese de la Hynojosa.
1618 Gomez Suarez de Figueroa.
1627 Gonzalo Fernandez de Cordoba.
1632 Duque de Feria.

Inutile dire che (visto il loro reiterarsi negli anni)tutte le gride dei suddetti governatori non avevano estirpato la criminale organizzazione dei bravi e dei loro Signori,cui facevano riferimento. Chiusa parentesi.



Cap.I,r.186
Che i due descritti di sopra stessero ivi ad aspettare qualcheduno,era cosa troppo evidente;ma quel che più dispiacque a don Abbondio fu il dover accorgersi,per certi atti,che l'aspettato era lui.



Cap.I,r.200
Mise l'indice e  il medio della mano sinistra nel collare,come per raccomodarlo;e,girando le due dita intorno al collo,volgeva intanto la faccia all'indietro,torcendo insieme la bocca,e guardando con la coda dell'occhio,fin dove poteva,se qualcuno arrivasse.


CONTINUA ,NEL POST SEGUENTE, UNA SERIE DI BRANI TRATTI DAL CAPITOLO I.




martedì 1 settembre 2015

ALESSANDRO MANZONI.panni in Arno 4 .Cap I. de "I PROMESSI SPOSI".


                                                 ALESSANDRO MANZONI,COME SI LEGGONO I PROMESSI SPOSI. 

CAPITOLO PRIMO. Coraggio leggiamolo tutto!


DOPO LA LETTURA DEL CAPITOLO PRIMO:


Per ogni brano ( qui di seguito proposto)del capitolo,provare a rispondere come esemplificato in lemarancio panni in Arno 3.
Abbreviazioni:  IPS= I Promessi sposi;
SAPIC=Siamo al punto in cui;
LPVD= Le parole vogliono dire.

IPS

Capitolo I r.18

Il lembo estremo,tagliato dalle foci de' torrenti,è quasi tutto ghiaia e ciottoloni ;il resto,campi e vigne,sparse di terre,di ville,di casali...  (Provare a rispondere, per questo e per i brani seguenti,a Sapic e a Lpvd).


Capitolo I r.23

...un gran borgo al giorno d'oggi e che si incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare,quel borgo,gia' considerabile,era anche un castello,e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante,e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli,che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese...


Cap I r.28
...accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito,a qualche padre;e,sul finir dell'estate,non mancavan mai di spandersi nelle vigne,per diradar  l'uve,e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia.


Cap.I,r.47
...il monte di cui passeggiate le falde,vi svolge,al di sopra,d'intorno,le sue cime e le balze,distinte,rilevate, mutabili quasi ad ogni passo...


Cap.I,r.53
Per una di queste stradicciole,tornava bel bello dalla passeggiata,verso casa,sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628,don Abbondio,curato d'una delle terre accennate di sopra:il nome di questa,né il casato del personaggio,non si trovan nel manoscritto....


Cap.I,r.61
...poi alzava il viso,e,girati oziosamente gli occhi all'intorno,li fissava alla parte d' un monte,dove la luce del sole gia' scomparso,scappando per i fessi del monte opposto,si dipingeva qua e la' sui massi sporgenti,come a larghe e
inuguali pezze di porpora.



Continua con cap.I ,r.79.

ALESSANDRO MANZONI.Panni in Arno 3.Introduzione.


ALESSANDRO MANZONI .COME LEGGERE I PROMESSI SPOSI E DIRE DI AVER COMPRESO IL TESTO.

Facciamo un esempio di come si potrebbe leggere il romanzo di Manzoni,e dire che si è capito quel che è stato letto.


Partiamo dall'Introduzione,che di solito non si pensa nemmeno  sia parte integrante del Romanzo. 



LEGGETELA TUTTA.




Bene,anche solo l' avervi fatto cenno, E AVER INVITATO ALLA LETTURA di queste pagine poco note,ha di per sé un suo merito: vuol dire che prima della lettura del primo capitolo SI È CONSAPEVOLI DI DOVER LEGGERE  ANCHE l'introduzione del "I Promessi Sposi".


E non sarà una lettura facile. Ma sarà molto utile.




Dunque,dato per scontato il completamento della lettura dell'introduzione,facciamo un semplice TEST, per provare che si è capito quel che si è letto.



Scegliamo queste poche parole dell'introduzione al Romanzo:


I P S,Introduzione r.105(ed.a cura di N.Sapegno e G.Viti),testo:

       "...la seconda,che di libri basta uno per volta,quando non è d'avanzo.  "


Di fronte a queste parole bisognerebbe dare una spiegazione tale che dimostri la comprensione di ciò che abbiamo letto del Romanzo.



Per appurare la comprensione di quel che abbiamo letto,bisogna saper dare la spiegazione di r.105 ; tale nostra spiegazione dovrebbe comprendere:

1)"SIAMO AL PUNTO IN CUI..."(da ora SAPIC) e

 2)"LE PAROLE VOGLIONO DIRE"(da ora LPVD).


Se  si danno risposte a SAPIC e a LPVD,vuol dire che si è letto e capito il testo manzoniano.



Per me SAPIC di Introduzione r.105 sarebbe(se non è,  vuol dire che ho letto ma non ho capito):

" Manzoni afferma che ha smesso di trascrivere il manoscritto secentesco,ma ha continuato ad attingervi,cambiando e attualizzando la lingua in cui era scritto,ma lasciando sostanzialmente intatti gli avvenimenti narrati dall'Anonimo.


Compiuta l'intera opera di restauro  linguistico,Manzoni informa che  ne è venuto fuori il romanzo de I Promessi Sposi; la composizione  del quale è sempre stata accompagnata da note scritte, che giustificassero la lingua usata e prevenissero eventuali critiche;risultato: Manzoni ha messo insieme alla fine(finge) un altro libro,per giustificare lo stile usato per scrivere I Promessi Sposi.


Un libro che giustifichi un altro libro,(anzi lo stile di un altro libro) gli sembra troppa cosa per due ragioni: sarebbe cosa ridicola come prima ragione..."

Fine Sapic.




LPVD: "la seconda ragione è che di libri bisogna scriverne e pubblicarne uno alla volta,quando anche questo non sia troppo."




Nel prossimo post brani del cap. I,senza risposte.




PROVATE VOI A DIRE SAPIC E LPVD. SARETE CERTI DI AVER CAPITO QUEL CHE AVETE LETTO.


FORZA CON LA LETTURA DEL PRIMO CAPITOLO.


AL POST SUCCESSIVO LE DOMANDE SU QUEL CHE AVETE CAPITO.




ALESSANDRO MANZONI. Panni in Arno 2.


                       ALESSANDRO MANZONI, "I PROMESSI SPOSI": BREVE EXCURSUS SU REDAZIONI E PUBBLICAZIONI DEL ROMANZO.

                               (SEGUIRANNO NEL POST SUCCESSIVO SUGGERIMENTI PER UNA LETTURA DIRETTA DEL ROMANZO).






La prima redazione del romanzo manzoniano,il FERMO E LUCIA,fu composta di getto dal 24 aprile 1821 al 17 settembre 1823.

  Due anni e 5 mesi, durante i quali  Manzoni trova il tempo anche di riprendere e completare la sua seconda tragedia,l'Adelchi,di scrivere il Cinque maggio e la Pentecoste.


Dal 1823 al 1825,poi,Manzoni,riscrive il Fermo e Lucia,che diventa I PROMESSI SPOSI,pronto per la stampa.



La redazione completa, però,pronta per la pubblicazione,termina solo nel 1827.



Un po' piu' precisamente.


La  nuova stesura (non ancora pubblicata,per ovvi motivi)veniva presentata alla censura(il R.I.Ufficio di Censura in Milano) in tre tomi successivi,man mano che erano pronti.

Il primo presentato il 30 giugno 1824 e contenente i capitoli dall'uno all'undici,portava il titolo Gli Sposi Promessi.

Ma il secondo tomo(capp.XII-XXIV) e il terzo(capp.XXV-XXXVIII) portarono il titolo definitivo I Promessi Sposi.

Di volta in volta che i manoscritti ricevevano l'autorizzazione del censore,il Manzoni procedeva alla stampa(presso l'editore Ferraris),ma senza divulgare l'opera.

 L'ultimo tomo ebbe l'Imprimatur il 7 luglio 1826.


Finalmente nel 1827 I Promessi Sposi comparivano,per il pubblico, nella prima edizione.



Successivamente,Firenze ,Manzoni inizio' un ampio lavoro di revisione linguistica che duro' fino al 1839 e che porto' a quella che viene definita edizione del 1840,su cui ci si basa per il testo citato nei post di  lemarancioPanni in Arno( da 3 a 124).



Nel 1954 esce l'opera critica che racchiude la versione universalmente riconosciuta dei manoscritti manzoniani.



Alberto Chiari e Fausto Ghisalberti pubblicano 1)I Promessi Sposi,testo critico dell'edizione del 1840;

2)I Promessi Sposi,storia milanese scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni,testo critico della I ed.stampata nel 1825-27;

3)Fermo e Lucia,prima composizione del 1821-23.




ALLA PROSSIMA,
per il primo esempio di come si dovrebbero leggere I Promessi Sposi(testo del 1840 commentato per le scuole da N.Sapegno e Gorizio Viti.).