"Se negli Stati i filosofi non diverranno re o se quelli che ora sono chiamati re e sovrani non si dedicheranno davvero seriamente alla filosofia, se non verranno necessariamente escluse le persone che si indirizzano solo verso l'una o verso l'altra, per gli Stati non ci sarà rimedio ai mali che li affliggono ,caro Glaucone, e neppure, a me sembra ,per il genere umano; ne' potrà prima di quel momento realizzarsi e vedere la luce del sole questa costruzione che ora abbiamo esposto teoricamente.Ma proprio questo fatto, da un pezzo ,mi rendeva esitante a parlare :prevedevo infatti che sarebbe sembrato assai paradossale perché è difficile capire che nessuna felicità privata e pubblica sarà possibile in uno stato diverso dal nostro."
E Glaucone mi disse:"Socrate,che parole,che frasi che hai pronunciato! Ora credi pure che moltissimi e non i meno ragguardevoli ,contro di te si toglieranno le vesti e imbracceranno nudi le armi come ognuno potrà e correranno a tutta forza a conciarti per le feste! Se non ti difenderai e non li eviterai , a causa di questa tue parole davvero sconterai ,con il loro dileggio ,la tua temerità!"
"E la colpa di ciò che mi accade non è forse tua?"dissi.
"Però faccio bene. E non ti tradirò anzi ti aiuterò come posso ,cioè con l'affetto e l'incoraggiamento e forse potrò rispondere alle tue domande con maggiore impegno di altri.Con tale assistenza tenta ora di dimostrare agli increduli che hai ragione tu."
"Debbo tentare"dissi" dato che anche tu mi offri un aiuto così importante. Se dobbiamo scampare in qualche modo alla gente di cui parli ,mi sembra dunque necessario spiegare loro chi siano i filosofi che noi abbiamo l'ardire di volere al governo.Poi, chiarito questo punto, vedremo di difenderci mostrando che agli uni spetta naturalmente occuparsi della filosofia e di governare la città ,e agli altri di limitarsi a obbedire ai governanti senza immischiarsi nelle loro decisioni."